– Presidi ai caselli di Caserta Sud, Santa Maria Capua Vetere, Caianello e Nola, oltre che negli interporti di Maddaloni-Marcianise e Nola. Disagi anche sull’Asse Mediano, nel Salernitano e agli accessi del porto di Napoli
– Il caro carburante alimenta la mobilitazione dei camionisti, mentre si aggravano le difficoltà nei rifornimenti alimentari. Il Governo annuncia lo sblocco di 480 milioni di euro e nuove misure per il settore
Caserta (Redazione) – Una rete di presidi che attraversa le principali arterie della Campania, coinvolgendo caselli autostradali, interporti e collegamenti strategici per il trasporto delle merci. La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante continua a interessare soprattutto le province di Caserta e Napoli, con ripercussioni sulla viabilità e sull’approvvigionamento dei supermercati.
La mappa delle manifestazioni evidenzia una particolare concentrazione nei territori casertani, dove la presenza di importanti infrastrutture logistiche rende particolarmente sensibili gli effetti delle interruzioni nella circolazione dei mezzi pesanti.
Sull’autostrada A1 Milano-Napoli, i presidi sono stati segnalati in prossimità dei caselli di Caserta Sud, Santa Maria Capua Vetere e Caianello, tre snodi fondamentali per i collegamenti tra il capoluogo, l’Alto Casertano e le altre province campane.
Un ulteriore punto di mobilitazione riguarda l’autostrada A30 Caserta-Salerno, con particolare riferimento al casello di Nola, dove gli autotrasportatori hanno mantenuto la propria presenza anche durante la notte.
L’attenzione si concentra inoltre sull’area dell’interporto di Maddaloni-Marcianise, una delle principali piattaforme per la movimentazione e lo smistamento delle merci nel Mezzogiorno.
La protesta interessa anche l’interporto di Nola, infrastruttura strettamente collegata alle attività commerciali e distributive della regione.
Nel territorio napoletano sono stati segnalati presidi lungo l’Asse Mediano, nel tratto compreso tra Acerra e Afragola, mentre nei giorni precedenti la mobilitazione ha raggiunto anche il porto commerciale di Napoli, con difficoltà al varco Bausan.
Le criticità si estendono alla provincia di Salerno, dove sono stati segnalati rallentamenti e presidi nell’area della barriera autostradale di Mercato San Severino e lungo altri collegamenti interessati dal transito dei mezzi pesanti.
La distribuzione geografica delle manifestazioni mostra come la vertenza non riguardi una singola strada, ma coinvolga diversi punti nevralgici della rete dei trasporti campani.
Le conseguenze più evidenti si registrano nel settore della grande distribuzione organizzata, particolarmente dipendente dalla regolarità dei collegamenti tra i depositi e i punti vendita.
Nell’area industriale di Carinaro e Teverola, nel Casertano, le difficoltà nella movimentazione delle merci stanno incidendo sulle forniture destinate ai supermercati di Caserta, Napoli e di altri territori della regione.
Gli scaffali risultano progressivamente meno forniti, soprattutto nei reparti dedicati ai prodotti freschi, che richiedono consegne frequenti e tempi di distribuzione contenuti.
Frutta, verdura, latticini e altri generi deperibili sono tra le categorie maggiormente esposte agli effetti della protesta.
Anche il comparto agricolo manifesta preoccupazione per le possibili perdite economiche legate al mancato trasporto dei prodotti, che rischiano di deteriorarsi prima di raggiungere i mercati.
Una situazione particolarmente delicata per le imprese che operano nella produzione ortofrutticola e per le aziende che dipendono da consegne quotidiane.
Le difficoltà non si limitano alla terraferma. A Ischia e Procida si registrano problemi nell’approvvigionamento di carburante e generi alimentari, con possibili conseguenze anche sulla regolarità dei collegamenti marittimi.
La protesta sta dunque assumendo una dimensione che coinvolge l’intera filiera economica, dai trasportatori ai produttori, dai commercianti fino ai consumatori.
Sul fronte della circolazione, rispetto alle precedenti giornate risulta abbandonata in alcune aree la modalità dei cosiddetti tir lumaca, caratterizzata dall’avanzamento particolarmente lento dei mezzi pesanti lungo le autostrade.
La mobilitazione si concentra prevalentemente sui presidi presso gli accessi alle infrastrutture stradali e logistiche, con situazioni che possono variare nel corso della giornata.
Intanto, dal confronto istituzionale svoltosi a Milano tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e le rappresentanze nazionali del comparto, arrivano le prime indicazioni sulle misure economiche destinate alla categoria.
Il viceministro Edoardo Rixi ha annunciato lo sblocco di circa un miliardo di euro complessivo, con una prima tranche di 480 milioni destinata a soddisfare le domande presentate fino alla fine di agosto.
Ulteriori risorse dovrebbero riguardare i mesi di settembre e ottobre, mentre il Governo ha manifestato l’intenzione di approfondire anche i meccanismi di adeguamento delle tariffe di trasporto rispetto all’aumento del costo del gasolio.
L’obiettivo dichiarato è favorire una soluzione della vertenza e consentire il progressivo ripristino della normale circolazione delle merci.
Resta tuttavia da verificare se le misure annunciate saranno considerate sufficienti dai manifestanti e se determineranno un allentamento dei presidi.
Per il Casertano, l’evoluzione della situazione riveste particolare importanza, considerata la presenza di infrastrutture strategiche e di numerose attività economiche legate al trasporto e alla distribuzione.
Il territorio di Maddaloni, Marcianise, Carinaro e Teverola costituisce infatti uno dei principali punti di collegamento tra produzione, logistica e commercio.
La permanenza delle difficoltà in queste aree può incidere non soltanto sui rifornimenti regionali, ma anche sulle attività di imprese che operano su scala nazionale.
La protesta pone così in evidenza una duplice esigenza: individuare risposte alle difficoltà economiche degli autotrasportatori e garantire, contemporaneamente, la continuità dei servizi essenziali.
Per gli automobilisti e gli operatori commerciali resta fondamentale seguire gli aggiornamenti ufficiali sulla viabilità, poiché la presenza di manifestanti non comporta necessariamente la chiusura totale dei caselli o delle strade interessate.
La mappa dei presidi costituisce quindi una fotografia della mobilitazione segnalata nelle ultime ore, suscettibile di modifiche in relazione all’andamento della protesta.
La ripresa della normale circolazione rappresenta una priorità per il sistema economico campano, mentre l’esito del confronto tra Governo e rappresentanti del settore potrà risultare decisivo per superare una crisi che sta coinvolgendo direttamente imprese, lavoratori e famiglie.
Una vertenza nata dal costo dei carburanti che, attraverso la rete dei trasporti, ha finito per incidere sull’intera organizzazione della vita quotidiana, ricordando quanto la mobilità delle merci sia essenziale per il funzionamento di una comunità.

