Ecosistema Urbano 2026, Napoli ultima in Italia e Caserta al 102° posto: Mantova conquista il primato nazionale di Legambiente

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– Il rapporto sulle prestazioni ambientali di 106 capoluoghi italiani evidenzia il divario tra Nord e Sud. Mantova guida la classifica con l’81,29%, seguita da Trento e Bolzano. Napoli precipita all’ultimo posto con il 30,80%, mentre Caserta si ferma al 38,57%, tra le cinque città con i risultati peggiori

– La Campania mostra difficoltà diffuse nella sostenibilità urbana: Avellino è 57ª, Salerno 82ª e Benevento 85ª. Sotto osservazione qualità dell’aria, mobilità, reti idriche, rifiuti e consumo di suolo. Legambiente chiede interventi strutturali e misure immediate per migliorare la vivibilità delle città

Caserta/Napoli (Redazione) – Mantova è la città italiana con le migliori prestazioni ambientali, mentre Napoli occupa l’ultimo posto della graduatoria nazionale e Caserta precipita nelle posizioni di coda. È il quadro che emerge da Ecosistema Urbano 2026, il rapporto annuale realizzato da Legambiente e Ambiente Italia, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, presentato lunedì 26 ottobre.

La ricerca prende in esame 106 capoluoghi italiani, analizzando indicatori relativi alla qualità dell’aria, alla gestione dell’acqua, ai rifiuti, alla mobilità, all’ambiente urbano e all’energia.

Il risultato nazionale evidenzia una situazione ancora caratterizzata da forti differenze territoriali, con le città di piccole e medie dimensioni del Nord che ottengono generalmente risultati migliori rispetto ai grandi centri urbani.

A conquistare la prima posizione è Mantova, con un indice di sostenibilità dell’81,29%. Seguono Trento, seconda con il 76,53%, e Bolzano, terza con il 75,47%.

Nelle posizioni successive figurano Cremona, Reggio Emilia, Bergamo, Parma e Pordenone. Al nono posto si distingue Cosenza, prima città meridionale presente tra le dieci migliori, in risalita rispetto alla sedicesima posizione dell’anno precedente.

All’estremo opposto della graduatoria si colloca Napoli, che scende al 106° posto con una prestazione ambientale del 30,80%, un valore particolarmente distante dalla media nazionale.

Ancora una volta, dunque, il capoluogo partenopeo evidenzia difficoltà nella gestione complessiva dei principali indicatori di sostenibilità urbana.

Particolarmente preoccupante anche il risultato di Caserta, che occupa la 102ª posizione con il 38,57%, collocandosi tra i cinque capoluoghi italiani con le prestazioni ambientali più basse.

Un piazzamento che richiama l’attenzione sulle criticità strutturali del territorio e sulla necessità di migliorare la qualità dei servizi urbani, dalla mobilità alla gestione delle risorse ambientali.

Il quadro regionale presenta risultati differenti, ma complessivamente poco incoraggianti. Avellino è il capoluogo campano meglio classificato, al 57° posto, guadagnando cinque posizioni rispetto al 2025. Seguono Salerno, all’82°, Benevento, all’85°, Caserta e Napoli.

La media nazionale dell’indice di sostenibilità raggiunge il 55,72%, registrando un miglioramento di 1,88 punti percentuali rispetto alla precedente edizione.

Nonostante questo progresso, Legambiente segnala la persistenza di problemi significativi legati all’inquinamento atmosferico, all’aumento del consumo di suolo e all’elevato numero di automobili circolanti.

Tra gli elementi positivi emergono invece alcuni miglioramenti nella raccolta differenziata, che raggiunge mediamente il 66,15%, e nell’utilizzo del trasporto pubblico, con 103 viaggi annuali pro capite rispetto agli 86 della precedente rilevazione.

Un segnale incoraggiante arriva anche dalle reti idriche: la dispersione media dell’acqua scende al 34,7%, pur rimanendo su livelli che evidenziano la necessità di ulteriori investimenti.

A commentare i risultati della Campania è Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente, che sottolinea come la graduatoria confermi difficoltà accumulate nel corso degli anni, soprattutto sul versante delle infrastrutture, dei servizi e della pianificazione urbana.

Secondo la rappresentante ambientalista, gli investimenti attualmente in corso potranno produrre risultati soprattutto nel lungo periodo. Occorre pertanto affiancarli a interventi capaci di migliorare più rapidamente le condizioni di vita dei cittadini.

Tra le priorità indicate figurano nuove alberature, spazi pedonali, percorsi ciclabili, strade scolastiche, aree verdi e soluzioni per contrastare gli effetti delle ondate di calore e delle precipitazioni intense.

Particolare attenzione viene richiesta per i quartieri maggiormente esposti alle difficoltà ambientali e sociali, nei quali la carenza di servizi può aggravare le disuguaglianze.

Il rapporto non rappresenta una valutazione complessiva della qualità della vita, ma uno strumento per misurare specifiche prestazioni ambientali e individuare gli ambiti nei quali intervenire.

Per Napoli e Caserta, i risultati costituiscono dunque un richiamo alla necessità di trasformare gli investimenti e gli obiettivi di sostenibilità in miglioramenti concreti e verificabili.

La qualità ambientale di una città si misura attraverso le classifiche, ma anche nella possibilità per i cittadini di respirare aria più pulita, utilizzare servizi efficienti e vivere quotidianamente in spazi urbani più sicuri, accessibili e sostenibili.