– L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri lancia una raccolta fondi per sviluppare un modello sperimentale di midollo spinale su chip. L’obiettivo è studiare i processi infiammatori successivi ai traumi e sperimentare nanoparticelle capaci di trasportare i farmaci direttamente nei tessuti interessati
– A dare voce alla campagna è Pasquale Concilio, ex giocatore di rugby casertano, oggi psicologo e psicoterapeuta, che convive con le conseguenze di un incidente avvenuto quando aveva vent’anni. Il progetto coinvolge sette giovani ricercatori guidati da Pietro Veglianese, con il sostegno di Bcc Milano
Caserta (Redazione) – La ricerca scientifica incontra una storia di vita e di determinazione, trasformando un’esperienza personale in un messaggio di speranza per quanti convivono con le conseguenze di una lesione del midollo spinale. È quella di Pasquale Concilio, casertano, ex giocatore di rugby e oggi psicologo e psicoterapeuta, scelto come testimonial della nuova campagna dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.
Il progetto, presentato il 28 ottobre 2026, si intitola «Lesione del midollo spinale. La ricerca continua su un chip» e punta a sviluppare nuove strategie sperimentali per comprendere i meccanismi biologici che si attivano dopo un trauma.
Al centro dell’iniziativa figura la realizzazione di un mini-midollo spinale su chip, un modello di laboratorio progettato per riprodurre alcuni processi che interessano il tessuto nervoso danneggiato.
Particolare attenzione sarà dedicata all’infiammazione successiva alla lesione, un fenomeno che può aggravare il danno iniziale e contribuire alla perdita delle funzioni motorie.
Accanto allo studio dei processi infiammatori, i ricercatori intendono sperimentare nanoparticelle capaci di veicolare sostanze farmacologiche verso i tessuti interessati, esplorando possibili strategie terapeutiche.
A coordinare il progetto è Pietro Veglianese, responsabile del Laboratorio di Trauma Spinale Acuto e Neurorigenerazione del Mario Negri.
Lo scienziato sottolinea come, attualmente, non siano disponibili terapie capaci di arrestare efficacemente l’infiammazione che segue una lesione traumatica del midollo spinale e contribuisce al danno neurologico.
Il progetto rappresenta quindi un percorso di ricerca preclinica, non una cura già disponibile, ma uno strumento per approfondire fenomeni ancora complessi e individuare possibili sviluppi futuri.
A lavorare sull’iniziativa è un gruppo multidisciplinare di sette ricercatori, di età compresa tra 23 e 33 anni, con competenze in neurobiologia, ingegneria biomedica, biotecnologie, biologia e bioinformatica.
Per sostenere le attività è stata avviata una raccolta fondi sulla piattaforma Ginger, nell’ambito dell’iniziativa «Vis – Valori, Idee, Sostegno», promossa da Bcc Milano.
L’istituto bancario contribuirà con una somma corrispondente al 10% dell’obiettivo economico della campagna, offrendo inoltre supporto organizzativo al progetto.
Ma è soprattutto la testimonianza di Pasquale Concilio a conferire all’iniziativa una dimensione profondamente umana.
A vent’anni, un incidente ha modificato radicalmente il suo percorso di vita. Dopo l’esperienza sportiva nel rugby, Concilio ha costruito una nuova identità professionale, dedicandosi alla psicologia e alla psicoterapia.
La sua presenza nella campagna richiama l’attenzione sulle conseguenze fisiche, psicologiche e sociali delle lesioni midollari, che coinvolgono non soltanto le persone colpite, ma anche le rispettive famiglie.
Il contributo della ricerca assume così un valore che supera la dimensione strettamente scientifica, collegando l’innovazione alla qualità della vita e alle prospettive di autonomia dei pazienti.
Una storia che parte anche da Caserta e incontra il lavoro di giovani studiosi impegnati ad ampliare le conoscenze mediche.
Dietro ogni esperimento, ogni modello di laboratorio e ogni progresso della scienza rimane una persona che attende nuove possibilità. Ed è proprio in quell’incontro tra ricerca e speranza che il futuro può cominciare a prendere forma.

