– Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia sollecita un finanziamento straordinario per la manutenzione della copertura dell’edificio e il restauro del monumentale dipinto settecentesco di circa 720 metri quadrati, considerato tra i più grandi al mondo. «Interventi non più rinviabili per evitare conseguenze all’opera»
– Al sopralluogo anche il soprintendente Mariano Nuzzo, il sindaco Andrea De Filippo e il deputato Gimmi Cangiano. Il rappresentante del Governo ha assicurato attenzione alle richieste avanzate. Al centro dell’incontro la salvaguardia di uno dei patrimoni artistici più preziosi di Maddaloni e dell’intera provincia di Caserta
Maddaloni (Redazione) – Salvaguardare un capolavoro della pittura settecentesca, proteggere un edificio di straordinario valore storico e ottenere le risorse necessarie per interventi ormai considerati urgenti. Sono stati questi i temi centrali della visita del sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella al Convitto Nazionale «Giordano Bruno» di Maddaloni, svoltasi venerdì 30 ottobre.
A promuovere l’attenzione istituzionale sulle condizioni del complesso monumentale è stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Vincenzo Santangelo, che ha illustrato al rappresentante del Governo le necessità di manutenzione della copertura e di restauro dell’imponente dipinto dei fratelli Funaro.
«È stato un incontro produttivo», ha dichiarato Santangelo, sottolineando l’importanza di aver mostrato direttamente al sottosegretario la bellezza della grande tela che sovrasta il salone storico del Convitto.
Si tratta di un’opera di eccezionali dimensioni, estesa per circa 720 metri quadrati, realizzata nel XVIII secolo dai fratelli Giovanni e Giuseppe Funaro e considerata una delle più grandi tele dipinte al mondo.
Un patrimonio artistico che rappresenta una delle testimonianze più significative della storia culturale di Maddaloni, custodito all’interno di un’istituzione scolastica profondamente legata all’identità cittadina.
La richiesta avanzata da Santangelo riguarda anzitutto la manutenzione della copertura dell’edificio, ritenuta indispensabile per evitare possibili ripercussioni sulla conservazione del dipinto.
«Abbiamo chiesto ufficialmente un contributo straordinario per effettuare i lavori di manutenzione alla copertura del complesso», ha spiegato il consigliere regionale, evidenziando come tali interventi non siano più differibili.
Accanto alla protezione dell’immobile, è stata sollecitata anche l’assegnazione di risorse specifiche per il restauro dell’opera pittorica, considerata un’autentica eccellenza del patrimonio artistico casertano.
Il Convitto Giordano Bruno, che affonda le proprie radici nella storia dell’antico complesso francescano, conserva infatti testimonianze architettoniche e artistiche di notevole interesse, oltre a svolgere ancora oggi un’importante funzione educativa e formativa.
Alla visita hanno partecipato il soprintendente Mariano Nuzzo, il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo e il deputato Gimmi Cangiano, in un confronto che ha coinvolto diversi livelli istituzionali sul tema della conservazione dei beni culturali.
Secondo quanto riferito da Santangelo, il sottosegretario Cannella ha accolto le sollecitazioni, assicurando la piena attenzione del Governo alla problematica.
Un primo segnale di disponibilità istituzionale che dovrà tuttavia tradursi nell’individuazione delle risorse e nella definizione degli interventi necessari.
La questione assume particolare rilevanza perché riguarda un’opera che, oltre al suo valore storico e artistico, rappresenta un elemento distintivo dell’identità di Maddaloni.
Proteggere la grande tela dei Funaro significa quindi custodire una testimonianza preziosa della creatività settecentesca e preservarla per gli studenti, i cittadini e le future generazioni.
La visita istituzionale apre adesso una prospettiva di confronto sulle possibilità di finanziamento. La sfida sarà trasformare l’attenzione manifestata in interventi concreti, affinché uno dei tesori artistici più importanti di Terra di Lavoro possa continuare a raccontare la propria storia.

