Roma – ( di Domenico Panetta)A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa, l’Italia conferma la sua linea di assoluta fermezza. Al termine di un vertice bilaterale di alto livello con il Presidente Volodymyr Zelensky, la Premier Giorgia Meloni ha ribadito la centralità del sostegno italiano ed europeo alla resistenza di Kiev, descrivendola come una priorità che trascende la semplice solidarietà.
Per la Presidente del Consiglio, la stabilità dell’Ucraina è lo specchio della stabilità dell’intero continente. La Premier ha voluto sottolineare come la coerenza dimostrata dal 2022 a oggi sia la prova della solidità delle istituzioni occidentali.
“In questi quattro anni la posizione dell’Europa e dell’Italia è stata sempre la stessa: al fianco di Kiev, del suo popolo e delle sue istituzioni”, ha dichiarato Meloni. “Non è solo un dovere morale, ma una necessità strategica. Perché è in gioco anche la sicurezza dell’Europa.”
L’incontro, durato oltre due ore, non è stato solo un momento di rappresentanza, ma un tavolo tecnico per pianificare la fase finale del conflitto e la successiva stabilizzazione dell’area.
Secondo quanto riferito dalla Premier, i colloqui si sono concentrati su tre pilastri fondamentali: Il processo negoziale: L’analisi delle condizioni minime per avviare un tavolo di pace che sia “giusto” e non una semplice resa. I prossimi passi: La definizione di una roadmap diplomatica per arrivare alla fine delle ostilità. Continuità del sostegno: La garanzia che l’Italia continuerà a fornire assistenza militare, economica e umanitaria alla nazione aggredita.
“Abbiamo avuto l’opportunità di fare il punto sul processo negoziale e sui prossimi passi da compiere per arrivare alla fine della guerra in Ucraina e su come continuare il nostro sostegno alla nazione aggredita”, ha aggiunto la Premier, evidenziando una sintonia totale con il leader ucraino.
La conferenza stampa si è conclusa con un richiamo all’unità internazionale. In un 2026 che vede ancora il fronte ucraino come l’ombelico della geopolitica mondiale, il governo italiano intende giocare un ruolo di primo piano non solo nella difesa, ma anche nella futura ricostruzione del Paese, vista come un’opportunità di crescita e integrazione per tutta l’Eurozona. L’asse Roma-Kiev, dunque, non si spezza, ma si evolve verso una fase di pianificazione politica che guarda già oltre le trincee, puntando alla stabilità definitiva della frontiera orientale.

