Caserta ( Lorenzo Torre) La vetta non è più un’idea, ma una realtà condivisa, la Paperdi Juvecaserta batte la Virtus Roma al PalaPiccolo e lo fa con una prestazione che va oltre il semplice 84-81 finale: è una vittoria che racconta identità, maturità e capacità di reggere il peso delle partite vere.
Non è solo uno scontro diretto vinto ma un segnale contro una delle squadre più attrezzate del campionato, Caserta gioca per lunghi tratti una pallacanestro solida, lucida, consapevole. E quando la partita si accende davvero, quando ogni possesso pesa, non arretra, fa cantare il pubblico.
Controllo e qualità per trenta minuti
La Juvecaserta prende in mano la gara fin dalle prime battute, l’impatto è forte, sia emotivamente che tecnicamente: ritmo alto, scelte pulite, capacità di costruire vantaggi senza forzature.
I numeri raccontano bene il dominio iniziale: 56 punti segnati nei primi due quarti, con più protagonisti coinvolti e una distribuzione equilibrata dei possessi. Il primo tempo è la fotografia di una squadra che sa cosa fare: attacco fluido, presenza costante nel pitturato e ottima selezione di tiro e il +6 dell’intervallo non è un caso, ma la conseguenza naturale di una gestione precisa.
Nel terzo quarto arriva anche l’allungo: fino al +14, con la sensazione di totale controllo dell’inerzia.
Quando la partita si sporca
Poi arriva quel momento che distingue le buone squadre da quelle vere. Roma alza la pressione, segna canestri complicati e rientra fino al possesso pieno: l’inerzia cambia, la partita si incattivisce, diventa più sporca, meno fluida.
Caserta abbassa leggermente le percentuali, ma non perde lucidità né direzione: resta dentro la gara, guidata dalla mano esperta di coach Lardo, tra adattamenti difensivi e una riaggressione continua che tiene viva l’intensità.
Nei momenti decisivi emergono le certezze, Radunic è dominante: 22 punti, riferimento costante nel pitturato, presenza continua sui due lati del campo.
D’Argenzio è la guida: 14 punti e gestione dei possessi più delicati, oltre a 5 assist che certificano la sua centralità nel sistema.
Accanto a loro, Lo Biondo (11 punti) e Vecerina (11) danno equilibrio, mentre il contributo diffuso del gruppo fa la differenza nei dettagli.
Il finale
Gli ultimi minuti sono una prova di maturità: Roma rientra fino al -3, prova a riaprire tutto, ma la Paperdi risponde sempre.
Decisivi i dettagli: il canestro di Brambilla per il +5, il 2/2 glaciale di Nobile dalla lunetta, la gestione dei falli e dei possessi negli ultimi 30 secondi. Caserta chiude con un ottimo 23/27 ai liberi, dato che pesa tantissimo in una partita punto a punto.
Una vittoria che cambia prospettiva
Battere la Virtus Roma significa molto più di due punti, significa agganciare la vetta ma soprattutto dimostrare di poterci stare con continuità. La Juvecaserta non è più una sorpresa, è una squadra costruita, riconoscibile, capace di interpretare partite diverse e vincerle in modi diversi.
Il campionato sta volgendo al termine, ma il messaggio è chiaro: Caserta c’è e quando il livello si alza, risponde presente.
Tabellino
Paperdi Juvecaserta – Virtus GVM Roma 84-81
(29-22, 56-50, 70-62)
Paperdi Juvecaserta: Radunic 22 (7/9, 0/2), D’Argenzio 14 (0/1, 3/9), Lo Biondo 11 (2/2, 2/3), Vecerina 11 (5/7, 0/0), Sperduto 7 (1/2, 0/2), Laganà 6 (0/1, 2/5), Brambilla 5 (1/2, 1/2), Hadzic 4 (0/3, 1/3), Nobile 2 (0/1, 0/2), Ly-lee 2 (1/1, 0/0), Nwaofom ne, Iannotta ne.
Allenatore: Lardo
Virtus GVM Roma: Majcunić 15 (0/1, 4/7), Toscano 15 (3/4, 3/3), Rodriguez 10 (3/5, 0/7), Lenti 8 (3/4, 0/0), Visintin 8 (3/6, 0/2), Spanghero 8 (0/1, 2/4), Leggio 6 (0/3, 2/5), Battistini 6 (3/5, 0/1), Arrigoni 5 (2/4, 0/0), Barattini 0 (0/1, 0/2), Bazan ne.
Allenatore: Mecacci
Arbitri: Marzo di Lecce, Lanciotti di Porto San Giorgio (FM) e Boudrika di Conselice (RA)
Caserta: tiri liberi: 23/27 – Rimbalzi: 32 7 + 25 (Brambilla, Hadzic 6) – Assist: 16 (D’Argenzio, Laganà 5)
Roma: tiri liberi: 14/18 – Rimbalzi: 33 10 + 23 (Arrigoni 8) – Assist: 18 (Visintin 6)

