– Costituito il primo Consiglio Direttivo dell’organizzazione che riunisce famiglie, professionisti e cittadini per promuovere inclusione, assistenza e tutela dei diritti. Particolare attenzione al Matese e all’Alto Casertano
-“Sabato 24 ottobre, dalle 9 alle 13, nella Sala consiliare del Comune di Piedimonte Matese il convegno inaugurale dedicato all’autismo nell’adolescenza e nell’età adulta. Al centro del progetto servizi specialistici, sostegno ai caregiver e collaborazione con le istituzioni
Piedimonte Matese (Redazione) – Un ponte tra le famiglie, le istituzioni e il mondo delle professioni, costruito per superare le barriere dell’isolamento, rafforzare i servizi e restituire centralità ai diritti delle persone con disabilità. Nasce con questa ambizione Ponte Blu – A.F.O.C.I.A.I., Associazione Famiglie, Operatori e Cittadini per l’Intervento Assistenziale Integrale, la nuova realtà associativa costituita a Piedimonte Matese per promuovere una cultura dell’inclusione e dell’assistenza, con particolare attenzione alle esigenze del Matese e dell’Alto Casertano.
Alla presidenza è stato eletto il pediatra Emilio Iannotta, promotore dell’iniziativa, al termine dell’assemblea del 19 ottobre 2026, che ha completato il percorso organizzativo avviato nei giorni precedenti.
La costituzione dell’associazione rappresenta un nuovo momento di partecipazione civile per un territorio nel quale le esigenze delle persone con autismo, disturbi del neurosviluppo e altre disabilità richiedono risposte coordinate, servizi accessibili e una maggiore attenzione alla continuità assistenziale.
Il progetto nasce dalla volontà di favorire un’alleanza stabile tra famiglie, operatori sanitari, professionisti e cittadini, nella consapevolezza che l’inclusione non possa essere affidata esclusivamente all’impegno individuale, ma debba diventare una responsabilità condivisa.
Il percorso costitutivo ha preso forma il 12 ottobre, quando l’assemblea dei soci ha approvato lo Statuto e l’Atto costitutivo, procedendo all’elezione del primo Consiglio Direttivo.
Ne fanno parte Maddalena Cinotti, Emanuele Fattore, Alfonso Landolfi, Anna Milano, Vincenzo Paone, Michele Pascarella, Maria Antonietta Raviele e Concetta Riccio, oltre al presidente Emilio Iannotta.
Una composizione che esprime la volontà di costruire un organismo associativo fondato sulla partecipazione e sulla condivisione delle responsabilità, valorizzando sensibilità ed esperienze differenti.
Particolarmente significativo l’orientamento espresso dal neopresidente, che ha accettato l’incarico con l’intenzione di accompagnare Ponte Blu nella delicata fase iniziale, favorendone il consolidamento organizzativo e il radicamento nella comunità.
Lo stesso Emilio Iannotta ha manifestato la disponibilità a promuovere, successivamente, il passaggio della presidenza a un genitore o a un caregiver capace di interpretare con passione, competenza e spirito di servizio le finalità dell’associazione.
Una scelta che attribuisce particolare rilievo al protagonismo delle famiglie e riconosce il valore dell’esperienza quotidiana di quanti accompagnano persone con bisogni assistenziali complessi.
Il principio ispiratore dell’organizzazione è racchiuso nell’espressione «Con loro, non su di loro», una dichiarazione d’intenti che pone le persone con disabilità al centro delle decisioni che riguardano la loro esistenza.
L’obiettivo è superare una concezione meramente assistenziale, promuovendo invece un modello partecipativo nel quale i diretti interessati e i loro familiari possano contribuire concretamente alla definizione delle priorità e delle iniziative.
Tra le questioni considerate più urgenti figura il contrasto alle lunghe liste d’attesa, una criticità che può incidere profondamente sulla tempestività delle diagnosi, sull’accesso ai trattamenti e sulla continuità dei percorsi terapeutici.
Ponte Blu intende inoltre sostenere il potenziamento dei servizi specialistici e riabilitativi, promuovendo una maggiore integrazione tra gli interventi sanitari, educativi e sociali.
Un’attenzione specifica sarà riservata alle famiglie, spesso chiamate ad affrontare difficoltà organizzative, economiche ed emotive nella gestione quotidiana dei bisogni assistenziali.
L’associazione si propone di favorire occasioni di ascolto, orientamento e confronto, riconoscendo nel sostegno ai caregiver un elemento essenziale per migliorare la qualità della vita dell’intero nucleo familiare.
Altrettanto rilevante sarà l’impegno per l’inclusione scolastica, sociale e lavorativa, affinché le opportunità di partecipazione non si interrompano con il completamento dei percorsi educativi.
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda infatti il passaggio dall’infanzia all’adolescenza e, successivamente, all’età adulta, fasi nelle quali possono emergere nuove esigenze e difficoltà nell’accesso ai servizi.
La continuità assistenziale costituisce pertanto una priorità, soprattutto per evitare che il raggiungimento della maggiore età determini discontinuità nei percorsi di cura, sostegno e inclusione.
Ponte Blu intende operare in collaborazione con l’Asl, i Comuni, gli Ambiti sociali, le istituzioni scolastiche e le organizzazioni del Terzo Settore, contribuendo al miglioramento della rete territoriale.
L’associazione non si propone di sostituirsi ai servizi pubblici, ma di affiancarli attraverso un’attività di partecipazione, sensibilizzazione e confronto costruttivo.
La prima occasione ufficiale di presentazione alla cittadinanza è fissata per sabato 24 ottobre 2026, dalle ore 9 alle 13, presso la Sala consiliare del Comune di Piedimonte Matese.
L’appuntamento sarà dedicato al convegno «Gli autismi nell’adolescente e nel giovane adulto – Inquadramento clinico, reti sociali ed esperienze territoriali», organizzato con il patrocinio del Comune di Piedimonte Matese e della Regione Campania.
L’incontro vedrà la partecipazione di relatori, professionisti, famiglie e rappresentanti del mondo associativo, offrendo un’occasione di approfondimento sulle esigenze delle persone autistiche nelle diverse fasi della crescita.
Il confronto consentirà di affrontare questioni cliniche e sociali, valorizzando le esperienze maturate sul territorio e individuando possibili percorsi di collaborazione tra i soggetti coinvolti.
La scelta di dedicare il primo appuntamento pubblico all’adolescenza e alla giovane età adulta appare particolarmente significativa, poiché richiama l’attenzione su una fase della vita nella quale autonomia, relazioni sociali, formazione e prospettive occupazionali assumono un’importanza crescente.
Per il Matese e l’Alto Casertano, la nascita di Ponte Blu rappresenta dunque un’opportunità per rafforzare il dialogo tra cittadini e istituzioni, promuovendo una maggiore consapevolezza delle esigenze delle persone con disabilità.
Il valore dell’iniziativa risiederà soprattutto nella capacità di tradurre gli obiettivi dichiarati in attività concrete, costruendo relazioni durature e contribuendo a rendere più accessibili le opportunità di assistenza e partecipazione.
L’elezione del primo Consiglio Direttivo e la convocazione del convegno inaugurale segnano l’avvio di un percorso che affida alla collaborazione e alla responsabilità collettiva il compito di affrontare problematiche complesse.
Una prospettiva nella quale la solidarietà non si limita alla vicinanza umana, ma diventa impegno organizzato, proposta e partecipazione.
La sfida di Ponte Blu sarà proprio questa: trasformare l’ascolto in iniziative, le competenze in opportunità e le esigenze delle famiglie in una voce capace di contribuire alle scelte che riguardano il futuro della comunità.
Un ponte, dunque, non soltanto nel nome, ma nella volontà di avvicinare persone, servizi e istituzioni, affinché nessuno debba affrontare in solitudine il proprio percorso di vita.

