Protocollo Albania, Meloni dopo il via libera UE: “Persi due anni per forzature giudiziarie”

Tempo di lettura: < 1 minute

Roma (Domenico Panetta) – Il verdetto arrivato dal Lussemburgo segna un punto di svolta politico e legale per il governo italiano. Dopo il parere dell’Avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha definito il protocollo migranti Italia-Albania “compatibile con le norme UE”, la premier Giorgia Meloni ha rotto il silenzio con un post dai toni duri e rivendicativi.

Il parere della Corte UE era il tassello mancante per sbloccare l’impasse normativa che aveva rallentato l’operatività dei centri di permanenza in territorio albanese. Secondo i giudici europei, l’accordo non viola i trattati comunitari, smentendo di fatto i dubbi sollevati negli ultimi mesi da diversi tribunali italiani.

“Una notizia importante che conferma la validità della strada indicata”, ha esordito Giorgia Meloni sui suoi canali social. Ma la soddisfazione per il risultato raggiunto si è subito trasformata in un atto d’accusa contro chi, a suo dire, ha ostacolato il progetto. “Questa conferma dimostra quanto siano costati all’Italia due anni persi a causa di letture giudiziarie forzate e infondate.”

Secondo la Presidente del Consiglio, il rallentamento burocratico e legale non sarebbe stato frutto di una necessaria verifica democratica, bensì di un ostruzionismo ideologico che ha gravato sulle casse dello Stato e sulla gestione dei flussi migratori.

Nonostante le polemiche che hanno accompagnato il protocollo sin dalla sua firma, la linea di Palazzo Chigi non cambia. L’obiettivo resta quello di rendere pienamente operativi i centri di Scutari e Gjader per il processamento delle domande d’asilo fuori dai confini nazionali.

L’approvazione europea rappresenta ora uno scudo legale per il Governo, che si prepara a una nuova fase della gestione migratoria, con la consapevolezza di avere, finalmente, il vento del Lussemburgo a favore.

Foto credit profilo social  Presidente Giorgia Meloni