– Piazza del Carmine gremita per la manifestazione promossa dal Comitato «Assicuriamoci di essere tutti uguali»: al centro della protesta il costo delle polizze nel Mezzogiorno e l’aumento dei carburanti. La mobilitazione punta ora a superare i confini della Campania e a raggiungere Roma
– Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli richiama espressamente anche Caserta e chiede una tariffa nazionale per gli automobilisti virtuosi, mentre i dati Ivass indicano nel secondo trimestre 2026 un premio medio Rc Auto nazionale di 422 euro. Il Comitato annuncia: «Questo è soltanto il primo appuntamento»
Napoli/Caserta (Michele D’Errico) – Il costo di possedere e utilizzare un’automobile diventa terreno di una mobilitazione che parte da Napoli, attraversa idealmente anche Caserta e punta ad assumere una dimensione nazionale.
Migliaia di cittadini, secondo quanto riferito dall’Ansa, hanno partecipato ieri alla manifestazione organizzata in piazza del Carmine dal Comitato «Assicuriamoci di essere tutti uguali», portando al centro del confronto due questioni che incidono direttamente sui bilanci familiari: le differenze territoriali nelle tariffe Rc Auto e il caro carburanti.
Una protesta nata in Campania che i promotori intendono adesso portare nel resto del Paese.
Il tema assicurativo resta uno dei punti centrali dell’iniziativa.
L’ultima rilevazione dell’Ivass indica che nel secondo trimestre del 2026 il prezzo medio nazionale della garanzia Rc Auto è stato pari a 422 euro, con un aumento nominale dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e una riduzione dello 0,4% rispetto al primo trimestre del 2026.
Dietro il valore medio nazionale, tuttavia, resta aperto il tema delle differenze territoriali, che costituisce proprio il cuore della battaglia portata avanti dal Comitato.
Durante la manifestazione sono stati gli stessi cittadini a raccontare il peso sostenuto per assicurare i propri veicoli. Tra le testimonianze raccolte, quella di un giovane di 21 anni che ha riferito di pagare 1.800 euro di assicurazione.
Cartelli e slogan hanno insistito sulla richiesta di una maggiore uniformità nelle condizioni applicate agli automobilisti, soprattutto quando si tratta di conducenti che non hanno provocato incidenti.
Ed è qui che la protesta napoletana incontra direttamente anche Caserta.
Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, intervenuto alla manifestazione, ha sostenuto che un automobilista virtuoso non dovrebbe essere penalizzato esclusivamente in ragione della provincia nella quale risiede, citando esplicitamente Napoli e Caserta tra i territori meridionali interessati dalla questione.
La proposta sostenuta dai promotori è quella di introdurre una Tariffa Unica Nazionale Rc Auto destinata agli automobilisti che non provocano incidenti, superando così, secondo la loro impostazione, le penalizzazioni legate alla residenza.
Si tratta di una proposta politica sulla quale il confronto resta aperto e che dovrà eventualmente passare attraverso l’esame parlamentare.
Accanto alle assicurazioni, la piazza ha sollevato con forza anche la questione dei carburanti.
Il tema arriva in una fase particolarmente delicata. Il 21 settembre i dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicavano sulla rete stradale nazionale, in modalità self service, una media di 2,155 euro al litro per la benzina e 2,335 euro per il gasolio.
Una pressione che non riguarda soltanto chi utilizza quotidianamente l’automobile per esigenze personali o familiari.
Gli aumenti dei carburanti incidono anche sulle categorie che della mobilità fanno uno strumento di lavoro, dagli autotrasportatori ai tassisti fino agli agenti di commercio, come evidenziato anche dalla Cgia.
Il quadro si è ulteriormente animato nelle ultime ore con il dibattito nazionale sulle accise e sulle iniziative adottate dagli operatori del settore petrolifero per contenere i prezzi, mentre associazioni dell’autotrasporto hanno chiesto al Governo un confronto sul caro gasolio.
La manifestazione napoletana ha scelto dunque di unire due battaglie differenti ma accomunate, nella prospettiva dei promotori, dallo stesso effetto finale: l’aumento del costo complessivo sostenuto dalle famiglie per utilizzare un’automobile.
Francesco Emilio Borrelli ha precisato che l’iniziativa non vuole essere identificata con un singolo partito, presentandola come una mobilitazione di cittadini che chiedono un trattamento più uniforme sul territorio nazionale.
Una posizione alla quale si affianca quella di Cosimo Merolla, rappresentante del Comitato, che dopo la partecipazione registrata a Napoli ha annunciato la volontà di proseguire la mobilitazione e portare le istanze raccolte fino a Roma.
Il passaggio dalla dimensione campana a quella nazionale costituisce adesso il vero banco di prova dell’iniziativa.
Per Caserta il tema assume un interesse particolare proprio perché la provincia è stata richiamata pubblicamente nella denuncia delle differenze territoriali avanzata dai promotori.
Al di là delle proposte politiche che saranno discusse e delle differenti soluzioni possibili, resta infatti un interrogativo concreto: quanto deve incidere il luogo di residenza sul costo sostenuto da un automobilista con una storia assicurativa positiva?
È attorno a questa domanda che la piazza di Napoli ha provato a costruire una mobilitazione destinata, nelle intenzioni degli organizzatori, a non fermarsi alla Campania.
Da piazza del Carmine parte dunque una vertenza che mette insieme assicurazioni e carburanti e che chiama in causa anche migliaia di automobilisti casertani. Il prossimo passaggio sarà capire se quella voce riuscirà davvero a trasformarsi da protesta territoriale in un confronto nazionale sulle regole e sui costi della mobilità.

