– Grande successo della «Sfilata a 4 zampe» all’Arena comunale Ferdinando II, la parola va ai protagonisti. Raffaele Amodio: «Non esistono cani di serie A e cani di serie B». Un appuntamento ideato e costruito soprattutto dal figlio Giuseppe Amodio, nuova anima organizzativa e social di Giugapet
– Lucia Daniele di Happy Dog pone al centro conoscenza e relazione: «Dobbiamo imparare a conoscere il cane che abbiamo accanto». Dalla socializzazione alle attività sportive e olfattive, fino alla necessità di contrastare violenza, abbandono e randagismo attraverso educazione e responsabilità
San Nicola la Strada (Redazione) – Dietro i numerosi cani che hanno animato l’Arena comunale Ferdinando II, dietro gli applausi, la passerella e i premi della «Sfilata a 4 zampe», è emerso un messaggio destinato ad andare oltre la festa: conoscere un animale significa imparare a rispettarlo.
È questo il filo che unisce le testimonianze raccolte nel corso della manifestazione promossa da Giugapet, capace di richiamare partecipanti da San Nicola la Strada, dal Casertano e dall’Agro aversano.
A raccontare la filosofia dell’iniziativa è Raffaele Amodio, esperto del settore e protagonista insieme al figlio Giuseppe Amodio di un progetto che ha riportato la cultura cinofila al centro di una mattinata di aggregazione.
Il ruolo di Giuseppe Amodio è stato determinante: dall’ideazione dell’appuntamento ai contatti, dalla comunicazione social ai video, fino alla costruzione della nuova formula della manifestazione.
«L’anima di questa iniziativa è Giuseppe – sottolinea Raffaele Amodio – perché l’ha pensata e creata lui. Io gli sono stato accanto mettendo a disposizione l’esperienza maturata nel corso degli anni. È stato un lavoro condiviso tra due generazioni».
Una continuità con il passato, considerando che Raffaele Amodio aveva già promosso iniziative analoghe circa dodici anni fa, ma con una veste oggi profondamente rinnovata grazie soprattutto all’impegno del figlio.
Il principio dal quale sono partiti gli organizzatori è stato semplice: aprire la passerella a tutti, senza trasformare il pedigree in una discriminante.
«Abbiamo voluto che partecipassero cani di razza e meticci, perché non esistono cani di serie A e cani di serie B. Un meticcio possiede la stessa dignità di un cane con pedigree», afferma Raffaele Amodio.
Dalla passerella il ragionamento si sposta inevitabilmente sulla responsabilità delle persone.
Secondo Raffaele Amodio, molti problemi attribuiti alla presenza degli animali negli spazi pubblici derivano in realtà dal comportamento scorretto di chi li accompagna.
«Se troviamo per strada le deiezioni di un cane che qualcuno non ha raccolto, la responsabilità non appartiene all’animale ma al proprietario. Non possiamo criminalizzare i cani per l’inciviltà degli uomini».
La manifestazione ha voluto quindi utilizzare anche il linguaggio leggero della festa per promuovere una cultura della convivenza.
Particolare attenzione è stata dedicata al randagismo e all’importanza della microchippatura, garantita gratuitamente durante la mattinata dall’Asl con Tommaso Tranquillo.
«Microchippare il proprio cane è fondamentale – prosegue Raffaele Amodio – perché significa identificarlo, tutelarlo e contribuire concretamente alla lotta contro il randagismo e l’abbandono».
Ancora più delicato il tema dei maltrattamenti e della violenza sugli animali, soprattutto quando a rendersi protagonisti di determinati comportamenti sono persone molto giovani.
«Preoccupa vedere ragazzi che arrivano a esercitare violenza su un animale. Abbiamo bisogno di recuperare una cultura del rispetto e dobbiamo cominciare proprio dalle nuove generazioni. Educare al rispetto degli animali significa educare anche alla responsabilità».
Accanto a Giugapet, la manifestazione ha visto la presenza di Happy Dog, con Lucia Daniele e lo staff impegnati in dimostrazioni dedicate alla socializzazione, all’educazione e alle diverse attività che possono essere svolte insieme al cane.
Per Lucia Daniele, il punto di partenza precede qualsiasi tecnica di addestramento: bisogna conoscere l’animale con il quale si è scelto di condividere la propria vita.
«Fare cultura cinofila significa innanzitutto imparare a conoscere il cane che abbiamo accanto. Oggi i cani fanno parte delle nostre famiglie, condividono i nostri spazi e la nostra quotidianità: proprio per questo dobbiamo comprenderne esigenze e modalità di comunicazione».
Happy Dog ha mostrato al pubblico alcune attività di socializzazione, educazione, sport e lavoro olfattivo, restituendo l’immagine di un rapporto che non può essere ridotto alla semplice obbedienza.
«Attraverso queste attività – osserva Lucia Daniele – costruiamo relazione e comunicazione. Condividere esperienze con il proprio cane aiuta a conoscerlo e permette anche a noi di imparare a stare correttamente al suo fianco».
Anche di fronte ai fenomeni dell’abbandono e della violenza, Lucia Daniele sceglie di affiancare alla denuncia un messaggio positivo.
«Dobbiamo raccontare anche quanto sia bello stare con il proprio cane. La condivisione, il rapporto e la comunicazione rappresentano una parte meravigliosa di questa esperienza. Promuovere questa bellezza significa contribuire a creare rispetto e consapevolezza».
Due testimonianze, quelle di Raffaele Amodio e Lucia Daniele, che partono da esperienze differenti ma finiscono per convergere sullo stesso principio.
Da una parte l’esperienza di Raffaele Amodio, affiancata dalla nuova spinta organizzativa impressa da Giuseppe Amodio; dall’altra il lavoro quotidiano di Lucia Daniele e Happy Dog nella costruzione di una corretta relazione tra persone e animali.
La «Sfilata a 4 zampe» ha così lasciato dietro di sé qualcosa che supera classifiche e premiazioni.
La passerella si è conclusa, ma rimane un messaggio semplice: accogliere un cane nella propria vita non significa possederlo, bensì assumersi l’impegno di conoscerlo, comprenderlo e rispettarlo.
È da questa consapevolezza che può nascere la più autentica cultura cinofila: non insegnare soltanto al cane come vivere accanto all’uomo, ma insegnare all’uomo come vivere responsabilmente accanto al cane.

