Taverna del Re tra Giugliano in Campania e la provincia di Caserta brucia ancora, Santangelo incalza la Regione: «Due roghi in quindici giorni, la prevenzione non può più attendere»

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– Nuovo incendio il 21 settembre nel sito di stoccaggio delle ecoballe di Giugliano, al confine con il Casertano, dopo quello divampato il 6 settembre. Vincenzo Santangelo, presidente della Commissione speciale Anticamorra e Beni confiscati del Consiglio regionale, chiede chiarimenti sulle misure di vigilanza 

– Dopo il precedente rogo l’Arpac aveva rilevato, nel primo ciclo di monitoraggio, concentrazioni di diossine e sostanze analoghe superiori al valore di riferimento utilizzato

Giugliano in Campania (Redazione) – Quindici giorni separano due incendi nello stesso luogo. Un intervallo troppo breve perché le fiamme tornate a levarsi dal sito di Taverna del Re possano essere considerate, sul piano politico e istituzionale, soltanto la ripetizione di un’emergenza già conosciuta.

Il nuovo rogo è divampato lunedì 21 settembre tra le ecoballe custodite nel sito di stoccaggio di Giugliano in Campania, in un’area prossima al confine con la provincia di Caserta.

Le fiamme hanno interessato una piazzola per una superficie di circa 50 metri quadrati e prodotto una nube nera visibile a diversi chilometri di distanza. I Vigili del Fuoco, intervenuti con uomini e mezzi, hanno domato l’incendio in serata, mentre sono state avviate le operazioni di movimentazione e smassamento dei rifiuti.

Un episodio che segue quello del 6 settembre, quando un altro incendio aveva interessato il medesimo sito.

A chiedere ora risposte alla Regione Campania è Vincenzo Santangelo, consigliere regionale e presidente della Commissione speciale Anticamorra e Beni confiscati, con delega anche alle problematiche della Terra dei Fuochi.

«Il nuovo incendio divampato nel sito di Taverna del Re, a Giugliano, a soli quindici giorni dal precedente rogo, è un fatto gravissimo che non può essere liquidato come l’ennesima emergenza», afferma Santangelo.

Una posizione che assume particolare rilievo alla luce di quanto accaduto dopo l’incendio del 6 settembre.

In quell’occasione l’Arpac avviò il monitoraggio della qualità dell’aria e, nel primo ciclo di campionamento del 7 e 8 settembre, rilevò una concentrazione complessiva di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili pari a 2,4 picogrammi per normal metro cubo in termini di tossicità equivalente, rispetto al valore di riferimento di 0,15 utilizzato dalla comunità scientifica.

Il secondo campionamento, effettuato tra l’8 e il 9 settembre, mostrò una sensibile diminuzione fino a 0,87, valore che rimaneva comunque superiore al medesimo riferimento.

Numeri relativi al precedente incendio e che, pertanto, non possono essere automaticamente riferiti al nuovo episodio, ma che contribuiscono a spiegare l’attenzione con la quale viene osservato quanto sta nuovamente accadendo a Taverna del Re.

«Come presidente della Commissione speciale Anticamorra e Beni confiscati, con delega anche alle problematiche della Terra dei Fuochi – prosegue Santangelo – esprimo profonda preoccupazione per la salute dei cittadini e per le possibili conseguenze ambientali di una nube visibile a chilometri di distanza».

Il consigliere regionale concentra quindi l’attenzione sulle misure di prevenzione e vigilanza adottate dopo il primo incendio.

«Dopo l’incendio del 6 settembre era stato assicurato che la situazione fosse sotto controllo. Oggi, invece, siamo nuovamente davanti alle fiamme».

Da qui la richiesta rivolta direttamente alla Regione Campania affinché vengano chiariti gli interventi messi in campo nelle due settimane trascorse fra i due episodi.

«La Regione Campania chiarisca immediatamente quali misure di vigilanza e prevenzione siano state adottate, perché non abbiano impedito un nuovo rogo e quali iniziative intenda assumere per tutelare le comunità coinvolte», afferma Santangelo.

Il nuovo incendio diventa così anche l’occasione per rilanciare una proposta che il presidente della Commissione Anticamorra sostiene da tempo: costruire un sistema di monitoraggio degli impianti e delle aziende operanti nel ciclo dei rifiuti, finalizzato a individuare preventivamente situazioni e strutture maggiormente esposte al rischio.

«Non è più differibile la mia proposta di monitoraggio di tutti gli impianti e le aziende rifiuti, ferma già dalla fine della precedente consiliatura regionale, per prevenire rischi di incendi», sottolinea il consigliere.

A questa misura Santangelo affianca la richiesta di rafforzare i sistemi di videosorveglianza nelle zone nelle quali insistono strutture legate alla gestione dei rifiuti.

Il secondo incendio in quindici giorni riporta dunque Taverna del Re al centro dell’attenzione ambientale e istituzionale. Dopo il rogo del 6 settembre erano intervenuti Vigili del Fuoco, Carabinieri, Protezione Civile, Arpac e le altre articolazioni istituzionali coordinate dalla Prefettura di Napoli.

Anche per il nuovo episodio il Centro Coordinamento Soccorsi è tornato a seguire l’evoluzione della situazione e le operazioni sul sito.

Resta adesso il nodo posto da Santangelo: comprendere se, accanto alla capacità di intervenire quando le fiamme sono già divampate, sia possibile costruire un sistema capace di anticipare il rischio.

Due incendi nello stesso sito nell’arco di quindici giorni impongono certamente di accertarne cause e responsabilità, senza anticipare conclusioni che spettano agli organismi competenti. Ma impongono anche una domanda alla politica e alle istituzioni: se l’emergenza ritorna, la prevenzione non può continuare a essere soltanto il capitolo successivo.